INIZIATIVE



Gruppo di lavoro sul Fiume Brenta


Unione Veneta Bonifiche - Consorzi di bonifica del bacino del Brenta

  Gruppo di lavoro sul fiume Brenta

(bacino idraulico Brenta-Bacchiglione)

Documento programmatico

   1. ESAME DEI PROBLEMI.

Si ritiene che i principali problemi da affrontare sul fiume Brenta siano i seguenti:

-        grave situazione di rischio idraulico in occasione di eventi meteorici avversi (vedasi quanto accaduto nel 1966, e oggi un fenomeno analogo provocherebbe danni assai maggiori);

-        problemi di erosione nelle zone montane;

-        problemi di siccità durante i prolungati periodi di magra, stante il carattere torrentizio del fiume Brenta;

-        carenze idriche per il notevole abbassamento della falda acquifera sotterranea, scomparsa di numerose risorgive;

-        difficoltà di mantenimento del minimo deflusso vitale nell’alveo del fiume Brenta e necessità di blocco del cuneo di intrusione salina risalente dalla foce;

-        fruizione turistica del fiume in molti casi preclusa da barriere e ostacoli di ogni tipo;

-        azioni incontrollate di escavazione nell’alveo fluviale, con conseguenti erosioni e pericoli di stabilità delle sponde; canalizzazione del fiume con riduzione della capacità di laminazione; abbassamento delle falde nel tratto di drenaggio;

-        assenza di un costante intervento di manutenzione fluviale.  

   2. PROPOSTE DI SOLUZIONE.

Si propone di prendere in esame come prioritari i seguenti aspetti ed interventi, ferme restando ulteriori proposte ed osservazioni che i sottoscritti Consorzi di bonifica si riservano di presentare in sede di discussione del Piano di bacino o di programmazione regionale.

 

   2.1. Aspetti legati alla gestione.

-        Svolgere una corretta manutenzione del fiume, rispetto a quella che è stata fatta finora. Fino ad oggi, infatti, o non si è svolto per molti anni alcun intervento, o, quando l’intervento è stato effettuato - in modo alquanto episodico e localizzato - ha comportato drastiche escavazioni, più che la ridistribuzione del materiale litoide all’interno del fiume. Tipici esempi sono gli interventi svolti nel 1999 e nel 2000 nel fiume Brenta a Marchesane di Bassano del Grappa, a Santa Croce Bigolina di Cittadella, a Boschi di Camazzole in Carmignano. Del resto gli Enti attualmente competenti (facenti capo al Ministero dei Lavori Pubblici) non hanno personale proprio o mezzi d’opera per poter garantire una costante e regolare manutenzione, ma sono vincolati a finanziamenti statali, che non hanno continuità nel tempo, ma anzi sono del tutto sporadici.

          Si ritiene che proprio questo sistema sia da cambiare radicalmente, per pervenire ad una vera sistemazione fluviale, che non comporti impatti ambientali e, anzi, riesca a conciliare esigenze idrauliche e ambientali, con la massima attenzione per gli aspetti idrogeologici, finora del tutto trascurati. In questo ambito, si ritiene che la manutenzione del fiume Brenta debba essere affidata ad un ente con caratteristiche pubbliche e che, con proprio personale e propri mezzi d’opera, garantisca un costante intervento di sistemazione, che deve avvenire senza asportazione della ghiaia, ma con una sua opportuna ridistribuzione all’interno dell’alveo. In questo senso i Consorzi di bonifica che dimostrino interesse al proposito sono disponibili ad essere individuati come Enti concessionari per gli interventi di manutenzione ordinaria dei fiumi Brenta ed affluenti, attraverso apposite perizie di manutenzione.

-        ottenere dalla Regione una vera programmazione sulle attività estrattive, imponendo il divieto di escavazioni in falda.

   2.2. Nuovi interventi ed opere.

-   effettuazione della ricarica artificiale della falda acquifera sotterranea, coinvolgendo tutti gli attori interessati (Regione, Province, Acquedotti, Consorzio di bonifica). In particolare, per mettere a “regime” una simile iniziativa occorre che gli Enti acquedotto si impegnino a stanziare ogni anno una parte della tariffa ricavata dalla propria utenza per la realizzazione degli interventi di ricarica, i quali possono essere affidati in attuazione ai Consorzi di Bonifica che dimostrano interesse, vista la loro competenza e le attività già da essi avviate sull’argomento; i relativi finanziamenti saranno direttamente erogati a tali Consorzi di Bonifica e saranno di quantità adeguata e sufficiente per la realizzazione degli interventi necessari;

-        nuovi interventi strutturali per l’utilizzo multiplo della risorsa idrica: realizzazione di alcune traverse sul fiume Brenta, con le seguenti utilità: rialzo del livello idrico di magra, invertendo l’attuale effetto di richiamo sulla falda e il relativo abbassamento; si rimetterebbero in gioco le golene ai fini della laminazione delle piene; utilizzando opportunamente il salto idraulico creato dalle traverse potrebbero realizzarsi delle centrali idroelettriche, procurando energia da fonte rinnovabile, ambientalmente compatibile.

-        nuovi interventi strutturali per l’utilizzo multiplo della risorsa idrica: realizzazione del nuovo serbatoio sul torrente Vanoi, affluente montano del Brenta, con i seguenti benefici: regolazione delle portate nel tempo, con trattenimento dei volumi di piena e restituzione nei periodi di siccità; tale regolazione consentirebbe il mantenimento in alveo del minimo deflusso vitale, con notevoli benefici ambientali e di fruizione turistica e paesaggistica; la presenza in alveo di maggiori portate indurrebbe una ricarica della falda; possibile utilizzazione, anche in questo caso, di energia idroelettrica. Per proseguire con un’opera di tale importanza, che incide su aree montane, è del resto necessario un attento dialogo con le comunità della montagna.

-  attuazione della riconversione irrigua in aree di pianura meritevoli, trasformando l’irrigazione dai tradizionali sistemi a scorrimento a quelli per aspersione, con notevole risparmio idrico; mantenimento dell’irrigazione a scorrimento nelle aree di ravvenamento dell’acquifero ed in particolare nell’area dei prati stabili del destra Brenta, ove le caratteristiche ambientali sono ottimali; attuazione di interventi di ricarica artificiale della falda in periodi extra-irrigui, quando in Brenta c’è abbondanza d’acqua, che diversamente se ne va inutilmente al mare;

-        controllo delle piene del bacino Bacchiglione e razionalizzazione dell’utilizzo della risorsa idrica nell’alto vicentino mediante la realizzazione di invaso ad uso plurimo sul torrente Astico in località Meda e di una cassa di laminazione a Breganze-Sandrigo, opere per le quali si è già attivato un finanziamento a livello statale.

-  realizzazione di casse di espansione sull’asta del Muson dei Sassi, a monte di Castelfranco Veneto, per l’abbattimento dei picchi di piena.

ricalibratura dell’asta del Muson dei Sassi a valle di Castelfranco per scolmare le acque del fiume Tergola provenienti dal nodo di Torre dei Burri.

risezionamento scolo Piovego di Villabozza con funzione di scolmatore di piena del bacino a monte (Tergola).

consolidamento e sistemazione delle botti a sifone sottopassanti il fiume Brenta in località Corte di Piove di Sacco e Conche di Codevigo.

-  realizzazione di uno sbarramento antintrusione salina alla foce per la conservazione dell’acqua dolce, il ravvenamento delle falde freatiche salate, il ripristino ambientale, l’uso irriguo a beneficio di un vasto territorio.

   2.3. Provvedimenti.

-        blocco delle situazioni di spreco idrico: regolazione con saracinesca dei pozzi a getto continuo; chiusura dello scarico del lago Giaretta e di altre eventuali situazioni di drenaggio della falda a seguito di attività estrattive;

-        rendere possibile la fruibilità degli spazi fluviali: eliminando le barriere e gli ostacoli oggi presenti, conservando e valorizzando le peculiarità e le testimonianze storiche (antiche prese, opifici, ecc.);

   2.4. Studi e informazione.

-   prosecuzione degli studi sul fiume e sull’acquifero sotterraneo (modello tridimensionale dell’alveo fluviale tramite aero-fotogrammetria di dettaglio; studi sul rapporto fiume-falda; valutazione dell’effetto di nuove traverse fluviali; valutazione dell’effetto della ipotizzata diga del Vanoi sul regime fluviale di magra e di piena; studio sulla desertificazione conseguente all’intrusione salina di falda freatica delle zone prossime alla foce);

-        azioni presso le Istituzioni per sensibilizzarle sulla problematica (Autorità di bacino, zone montane, Regione, Province) e per ottenere delle risposte alle proposte promosse;

-        azioni di coinvolgimento delle organizzazioni agricole;

-        azioni di informazione alla cittadinanza (campagne di stampa, servizi televisivi, convegni, diffusione tramite sito Internet dell’Unione e dei Consorzi, ecc.).

Venezia, 22 marzo 2001

             Presidente Unione Veneta Bonifiche -Marino Bianchi

             Presidente Consorzio di bonifica Adige Bacchiglione - Antonio Salvan

             Presidente Consorzio di bonifica Bacchiglione Brenta - Alessandro Ghiro

             Presidente Consorzio di bonifica Medio Astico Bacchiglione - Francesco Lazzaretti

             Presidente Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta - Giuseppe Dellai

             Presidente Consorzio di bonifica Pedemontano Brentella di Pederobba - Giuseppe Romano

             Presidente Consorzio di bonifica Sinistra Medio Brenta - Mariano Marangoni 

 

 

 

     
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