INIZIATIVE



Incontro istituzionale


Incontro istituzionale "Il futuro dell’acqua nell’area del Brenta"

ampia disponibilità alle proposte del Consorzio

Un Assessore della Regione Veneto, Giancarlo Conta, accompagnato da numerosi funzionari; alcuni Consiglieri Regionali (Maurizio Conte, Franco Frigo, Mara Bizzotto); Amministratori di 54 Comuni e di 3 Province; rappresentanti delle Organizzazioni Agricole e di altri interessi gravitanti attorno alla risorsa acqua: queste le istituzioni che il Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta è riuscito a far convergere l’8 aprile nella propria sede di Cittadella, per un incontro istituzionale mirato al confronto sulle prospettive di gestione del patrimonio idrico locale, vittima di recenti annate siccitose e del progressivo, grave impoverimento delle falde e delle risorgive.

A tal proposito, il Presidente dell’ente consortile, Danilo Cuman, accanto alla necessità di ulteriori finanziamenti per l’ottimizzazione degli impianti irrigui, ha evidenziato la fondamentale funzione del lago del Corlo, le cui acque integrano le scarse portate estive del fiume Brenta; è stata inoltre ribadita l’importanza, oggi assunta con delibera anche dalla Giunta Regionale del Veneto, di costruire un nuovo invaso lungo il torrente Vanoi.

Di fronte alle preoccupazioni per i previsti, nuovi prelievi idrici dalle falde del Brenta e destinati dalla Regione agli acquedotti del Basso Veneto, è stata anche illustrata l’esperienza che il Consorzio sta attuando a Schiavon, dove su un’area di un ettaro sono state scavate scoline utilizzate per rimpinguare le falde; a fianco delle scoline, si è effettuata la piantagione di essenze arboree, che ogni biennio forniscono una produzione di biomassa utile per un utilizzo energetico, con un interessante recupero dei costi. L’esperienza ha dimostrato che sarebbe necessaria un’area di circa cento ettari per garantire una percolazione nel terreno pari ai futuri prelievi acquedottistici. La cosa sarebbe fattibile realizzando il primo stralcio di un nuovo impianto irriguo, che avrebbe anche utilità per irrigare d’estate con sistemi a minimo consumo idrico, mentre nel resto dell’anno potrebbe funzionare per la ricarica della falda.

Grande interesse per le proposte avanzate è stato dimostrato dall’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, che ha dato piena disponibilità all’attivazione di specifici tavoli di confronto, ricordando come siano già in progetto interventi sulle aste dei fiumi Piave, Adige e Po finalizzati a migliorarne la capacità di ritenzione idrica.

 

 

     
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