1 / 9
2 / 9
3 / 9
4 / 9
5 / 9
6 / 9
7 / 9
8 / 9
9 / 9
 


 


CONCESSIONI



Indirizzi generali redazione PAT

Indirizzi di carattere generale per la tutela e la conservazione dei corsi d’acqua
di cui tenere conto nella redazione dei Piani di Assetto del Territorio comunale
  1. considerazioni di carattere generale

  2. tutela dei corsi d'acqua consorziali

  3. distanza  dagli  scoli  demaniali  consorziali

  4. nuovi insediamenti: gli interventi nella rete idraulica di scarico

  5. indirizzi per garantire la permeabilità dei suoli

  6. disposizioni per il sistema ambientale: corsi d’acqua minori e relative zone di tutela

  7. regolamento di polizia rurale

  8. prescrizioni idrauliche generali in previsione di nuovi piani di lottizzazione

  9. percorsi attrezzati ciclo-pedonali e per il tempo libero

  10. prelievi di acque sotterranee.

    1. CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Il regime idraulico delle reti di bonifica subisce notevoli sollecitazioni a causa dell'estendersi delle aree impermeabilizzate, con immissioni di rilevanti portate concentrate rispetto alla ricettività dei corsi d'acqua e la conseguente compromissione della sicurezza idraulica dei collettori di valle.
Il riassetto delle reti di bonifica, per un adeguamento alle esigenze di sicurezza idraulica, richiede l'aggiornamento delle sezioni dei collettori, la costruzione di nuove idrovore e manufatti di invaso e regolazione o la predisposizione di opportune diversioni. Un tale orientamento può consentire di limitare i pericoli di allagamento nelle zone maggiormente a rischio, ma non può, tuttavia, condurre al raggiungimento di un adeguato assetto idraulico dei comprensori di bonifica se non è accompagnato da indirizzi di carattere strutturale idonei ad introdurre, accanto ai provvedimenti tradizionali di difesa, nuove strategie d'intervento relative al territorio considerato.
Per la moderazione delle piene nelle reti minori risulta, infatti, indispensabile predisporre provvedimenti idonei ad arrestare la progressiva riduzione degli invasi e a favorire l'aumento e lo sfasamento dei tempi di corrivazione dei deflussi di piena.
Analogamente, appare necessario mitigare gli effetti di punta degli idrogrammi di piena conseguenti allo scarico delle portate concentrate delle fognature nei collettori di bonifica a sezione ridotta. Gli effetti sopra richiamati potrebbero essere ottenuti programmando la realizzazione di superfici da destinare all'invaso di volumi equivalenti a quelli via via soppressi e, per quanto riguarda lo scarico delle reti bianche, mediante vasche di laminazione delle portate immesse in rete. Le superfici citate potrebbero altresì assicurare il raggiungimento di finalità fondamentali e parallele della bonifica idraulica, quali la tutela ambientale, attraverso processi di miglioramento qualitativo delle acque.
In tal senso, si richiamano gli importanti indirizzi contenuti nella D.G.R.V. n. 3637 del 13.12.2002 e della D.G.R.V. 1322/2006, riferiti agli strumenti urbanistici generali o varianti generali, che comportino una trasformazione territoriale che possa modificare il regime idraulico.
Le opere necessarie a garantire un'adeguata sicurezza idraulica al bacino in questione sono contenute nel Piano Generale di Bonifica e di Tutela del Territorio Rurale (P.G.B.T.T.R.), che è a Vostra disposizione per consultazione, adottato dal Consorzio nel 1991.
Si sottolinea, inoltre, l'importanza della realizzazione delle opere previste dal suddetto piano. Al riguardo, in base alle vigenti disposizioni di legge, risulta fondamentale il finanziamento statale e/o regionale e l'eventuale cofinanziamento dei Comuni interessati.
Per quanto riguarda alcuni aspetti normativi relativi allo strumento pianificatorio in oggetto si evidenziano le seguenti necessità:
1. limitare l'impermeabilizzazione del suolo;
2. si raccomanda di inserire nelle norme tecniche di attuazione, l'obbligo di fissare il piano d'imposta dei fabbricati e le aperture di eventuali locali interrati o seminterrati (in ogni caso da sconsigliarsi) sempre superiori di almeno 20 centimetri rispetto al piano stradale o al piano di  campagna;
3. si ribadisce la necessità di vietare la tombinatura dei fossi, fatta eccezione per la creazione di accessi carrai, che comunque dovranno essere realizzati con ponti di ampie dimensioni.


2. TUTELA DEI CORSI D'ACQUA CONSORZIALI

A tutti i corsi d'acqua, sia su sede demaniale che privata, in gestione al Consorzio di bonifica, vanno applicate le disposizioni per la conservazione delle opere di bonifica e delle loro pertinenze, così come riportato nel R.D. 08/05/1904 n. 368, articoli 132-133-134.
L'esistenza della rete idraulica di bonifica nel territorio è garanzia di sicurezza e di vivibilità, sia per lo sgrondo delle acque in occasione di eventi atmosferici, sia, in altri momenti, per assicurare i flussi minimi vitali.
Nel comprensorio del Consorzio Brenta  esiste un complesso sistema di canalizzazioni, che si estende per circa 2.400 chilometri, sia con preminente funzione scolante che con funzioni miste, di irrigazione e di bonifica idraulica.
Non è però sufficiente l'esistenza di questa complessa serie di corsi d'acqua: è necessaria una costante azione di pulizia e di manutenzione degli stessi, per preservarne nel tempo la corretta funzionalità. In questo senso è indispensabile salvaguardare le fasce di rispetto limitrofe agli alvei di tali canalizzazioni, sia per consentire il transito dei mezzi meccanici consorziali, per operare le manutenzioni, sia per evitare eventuali effetti negativi delle acque.
Si coglie quindi l’occasione per ricordare l’esistenza delle prima citate norme di “polizia idraulica”, che il legislatore, con lungimiranza, già nel 1904 aveva individuato con precisione (R.D. n. 368/1904). Tali norme, di cui di seguito si fornisce un sintetico estratto, sono ancora più importanti alla luce dell’intenso fenomeno di urbanizzazione che ha caratterizzato il territorio di pianura e che ha comportato in casi non infrequenti la limitazione di quelle fasce di rispetto.
Il Consorzio Brenta, consapevole delle problematiche sopra evidenziate, sta quindi applicando rigorosamente tali norme, tutti i Comuni del comprensorio.
ART. 133 del R.D.  368/1904:
“Sono lavori, atti o fatti vietati in modo assoluto rispetto ai sopraindicati corsi d’acqua, strade, argini ed altre opere d’una bonificazione:
a) le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, e lo smovimento del terreno dal piede interno ed esterno degli argini e loro accessori o dal ciglio delle sponde dei canali non muniti di argini o dalle scarpate delle strade, a distanza minore di metri 2 per le piantagioni, di metri 1 a 2 per le siepi e smottamento del terreno, e di metri 4 a 10 per i fabbricati, secondo l’importanza del corso d’acqua;
e) qualunque opera, atto o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all’uso a cui sono destinati gli argini e loro accessori e manufatti attinenti, od anche indirettamente degradare o danneggiare i corsi d’acqua, le strade, le piantagioni e qualsiasi altra dipendenza di una bonificazione;
f) qualunque ingombro totale o parziale dei canali di bonifica col getto o caduta di materie terrose, pietre, erbe, acque o materie luride, verifiche o putrescibili, che possano comunque dar luogo ad infezione di aria od a qualsiasi inquinamento dell’acqua”.

3. DISTANZA  DAGLI  SCOLI  DEMANIALI  CONSORZIALI

Per quanto sopra evidenziato i nuovi fabbricati dovranno distare dal ciglio superiore (o dall’unghia dell’argine se arginato) dei canali non meno di 10 m; potranno essere consentiti a distanze minori (ad esempio nel caso di ricostruzioni e di ampliamenti), solo previa autorizzazione idraulica da parte del Consorzio, se in presenza di canali demaniali e limitatamente ai casi in cui non vengano pregiudicate le funzionalità idrauliche e manutentorie (con fascia di 5 metri comunque libera).

4. NUOVI INSEDIAMENTI: GLI INTERVENTI NELLA RETE IDRAULICA DI SCARICO

L’urbanizzazione degli ultimi anni, avvenuta con grande impulso e spesso in  modo disordinato, ha determinato nuovi problemi nei confronti dello scolo delle acque; un’area urbana infatti dà un contributo 10 o 15 volte superiore alle portate nei corsi d’acqua, rispetto ad un’area agricola.
La rete scolante preesistente si è quindi rivelata in molti casi insufficienti e necessiterebbe di ulteriori investimenti.
Sono quindi necessarie nuove opere per garantire la sicurezza idraulica, in un territorio ormai a rischio.
Il PAT dovrà tenere conto delle indicazioni del Consorzio, come già disposto ad esempio dal Piano Territoriale Provinciale di Vicenza (1998), dove si afferma: “i Comuni e gli altri Enti competenti sono tenuti a subordinare ogni espansione di aree insediative... secondo le indicazioni dei Piani generali di bonifica ed acquisendo il parere obbligatorio dei Consorzi di bonifica competenti per territorio”.
Gli eventuali adeguamenti della rete idraulica di scolo a seguito di scarico di acque bianche provenienti da nuovi insediamenti vanno quindi considerati opere di urbanizzazione primaria e devono essere eseguite con il controllo del competente Consorzio di bonifica.

5. INDIRIZZI PER GARANTIRE LA PERMEABILITÀ DEI SUOLI

Al fine di aumentare la permeabilità dei suoli urbani, in modo da ridurre il negativo effetto di cementificazione del suolo, anche con lo scopo di arricchire e rigenerare le acque sotterranee, ed aumentare la copertura vegetale, è utile che il Comune richieda nell’attuazione del P.R.G.:
• il mantenimento o la formazione di superfici permeabili ad elevata capacità di assorbimento idrico nei confronti della falda acquifera;
• la sostituzione di pavimentazioni impermeabili con altre permeabili su almeno il 40% della superficie scoperta del lotto;
• la separazione, all’interno dell’area di intervento, delle acque piovane dalle acque fognarie, allo scopo di ricondurre l’acqua piovana alle falde sotterranee;
• la previsione di micro invasi per trattenere l’acqua piovana nei momenti di eccesso, potendola poi riutilizzare per l’irrigazione degli orti e giardini.


6. DISPOSIZIONI PER IL SISTEMA AMBIENTALE: CORSI D’ACQUA E RELATIVE ZONE DI TUTELA

Fatte salve le disposizioni per i corsi d’acqua pubblici di cui alla legislazione vigente, il PAT dovrà individuare, su apposita tavola, i corsi d’acqua a flusso continuo gestiti dal Consorzio con le relative zone di tutela da salvaguardare, sulla base delle seguenti disposizioni:
A) deve essere conservato il più possibile il carattere ambientale delle vie d’acqua, mantenendo i profili naturali del terreno, le alberature e le siepi, preservando dimensioni di ampia sicurezza per i fossi ed  evitando il loro tombinamento;
B) è consentita la realizzazione di opere attinenti al regime idraulico,  agli impianti, ecc., nonché le opere necessarie per l’attraversamento dei corsi d’acqua; le opere devono essere però realizzate secondo le norme prima citate sulle fasce di rispetto ed in ogni caso previa autorizzazione del Consorzio di bonifica, che potrà fornire specifiche prescrizioni per la tutela della rete idraulica.

7. REGOLAMENTO DI POLIZIA RURALE

Il Consorzio, da parte sua, per quanto riguarda la cura del territorio, da alcuni anni ha dato un’impostazione più severa ai nulla-osta idraulici di competenza su varie opere di tombinamento o che restringono la sezione dei canali sia consorziali che demaniali, per il mantenimento delle fasce di rispetto indispensabili per le attività manutentorie. Per raggiungere lo scopo di ricreare una giusta cultura dell’ambiente, necessita però un intervento sinergico dei vari enti ed istituzioni che si rapportano con la gestione delle acque; in tal senso il Consorzio ritiene necessario che i Comuni si dotino del Regolamento di Polizia Idraulica e Rurale, attraverso il quale sarebbe più agevole tutelare la rete dei fossi, compresi quelli privati su cui, diversamente, non esiste una certezza di adeguata attività manutentoria.   Diversamente, sarebbe necessario acquisire al demanio idrico tutte le sedi dei fossi attualmente in proprietà privata.

8. PRESCRIZIONI IDRAULICHE GENERALI IN PREVISIONE DI NUOVI PIANI DI LOTTIZZAZIONE

In sede di progettazione esecutiva di opere di urbanizzazione di nuovi piani di lottizzazione ed al fine di conseguire i prescritti  pareri idraulici di competenza del Consorzio dovranno essere considerate le seguenti prescrizioni:
1) sulle fasce di rispetto idraulico di 5 m, da ciascun ciglio superiore dei canali, non devono essere messe a dimora piantagioni  o arbusti di altro genere, né realizzate costruzioni, anche se a titolo precario e/o collocati pozzetti  e cavidotti vari, per modo di consentire il transito dei mezzi manutentori del Consorzio di bonifica ed il deposito di eventuale materiale di risulta da espurghi;
2) i fabbricati e le recinzioni devono essere previsti, rispettivamente, ad una distanza non inferiore a 10 m e 5 m, dal ciglio superiore dei canali;
3) stante il progressivo incremento delle portate di pioggia, si suggerisce di adottare per la realizzazione delle reti principali delle acque bianche condotte possibilmente sovradimensionate rispetto alle necessità specifiche della lottizzazione, avente la funzione di invaso nel caso in cui il collettore, a seguito di piovosità eccezionali, non sia in grado di smaltire immediatamente la portata d’acqua in arrivo. In alternativa si consiglia di prevedere sul verde primario delle vasche di laminazione o di raccolta delle acqua di prima pioggia, aventi una cubatura rapportata alla superficie urbanizzata. Tale cubatura dovrà essere ricavata tra la quota normale e quella di massima piena del collettore ricevente. Dovranno quindi essere previsti idonei manufatti regolatori di quota e di portata.
In caso di nuove urbanizzazioni, può essere inoltre utile prevedere che una percentuale delle aree sia mantenuta inedificata e da dedicare all’invaso temporaneo delle acque in caso di piena.

9. PERCORSI ATTREZZATI CICLO-PEDONALI E PER IL TEMPO LIBERO

Considerato che oggi giorno si tende sempre di più ad utilizzare i segni emergenti del territorio rurale come elementi di supporto per percorsi attrezzati ciclo-pedonali e per il tempo libero e che a tale esigenza rispondono, non infrequentemente, i corsi d'acqua, anche perché generalmente ad essi sono associati altri segni importanti del paesaggio agrario, quali strade rurali, carrarecce, alberate, siepi, ecc..., è importante coordinare con il Consorzio la progettazione. Infatti, molto spesso, a tali importanti iniziative si associano elementi di disturbo alle attività manutentorie consorziali, per il pregiudizio delle fasce di rispetto idraulico. Ci si riferisce in particolare alla realizzazione di barriere quali staccionate, cordoli, pavimentazioni, pali di illuminazione, ecc..., che impediscono il transito delle moderne macchine operatrici.
Pertanto laddove i percorsi attrezzati ricadono nelle pertinenze idrauliche dei corsi d'acqua, si dovranno concordare con il Consorzio misure strutturali atte a contemperare le reciproche esigenze.

10. PRELIEVI DI ACQUE SOTTERRANEE

Eventuali prelievi di acque sotterranee non sono liberi, ma sono sottoposti ad autorizzazione in base alle norme vigenti.
Le fontane a getto continuo, da pozzi salienti, dovranno essere munite di idonei dispositivi di chiusura, in modo da eliminare qualsiasi erogazione a bocca libera.
Nei periodi in cui l’acqua non è utilizzata, l’erogazione deve essere preclusa.
Gli emungimenti per scopi voluttuari (fontane ornamentali, zampilli etc.) sono vietati e sono concessi soltanto in presenza di un riciclo artificiale della medesima acqua.

 Il Consorzio auspica che in sede della presente  programmazione territoriale si tenga debitamente conto di tutto quanto sopra descritto.

 

 

 


 

 

 

     
Consorzio di bonifica Brenta
Riva IV novembre, 15 - 35013 Cittadella (PD) - Tel. 049/5970822 - Fax 049/5970859 - E-mail: info@consorziobrenta.it - Posta certificata: consorziobrenta@legalmail.it