INIZIATIVE



Iniziative sperimentali di ricarica della falda

Per la preoccupante tendenza al calo delle falde del Brenta e alla diminuzione delle sue risorgive, il Consorzio ha proposto, più volte, azioni di ricarica artificiale della falda.

Tale tema è divenuto di particolare attualità in questi mesi a causa dei previsti nuovi prelievi acquedottistici dalle falde del Brenta promossi dalla Regione (e dalla sua società incaricata, Veneto acque) a favore delle zone del basso Veneto.

Il Consorzio ha allora attivato delle azioni di ricarica, di carattere sperimentale e fortemente innovativo.

In particolare, il Consorzio ha affittato tre aree per un totale di circa 4 ettari nei comuni di Schiavon e Tezze sul Brenta, in prossimità di propri esistenti impianti irrigui. Su questi terreni sono state scavate delle scoline longitudinali, affiancate da alberature, in cui viene fatta scorrere acqua nelle stagioni di abbondanza, che così si infiltra nel terreno, molto permeabile, per ritrovarle in falda e nelle risorgive.

Il vantaggio di questa operazione è proprio quello di usare le acque nei periodi in cui non ci sono problemi di siccità né è presente l’irrigazione (da settembre ad aprile), acque che diversamente se ne andrebbero inutilmente a mare.

In altre parole, non si farebbe altro che utilizzare il gigantesco serbatoio sotterraneo che abbiamo sotto i  nostri piedi.

Dalle misure già effettuate risultano dei valori molto interessanti di infiltrazione idrica; il che vuol dire che, se la cosa si potesse estendere su un’area di circa 100 ettari, si potrebbero infiltrare in falda volumi d’acqua di qualche decina di milioni di metri cubi, circa lo stesso valore dei previsti prelievi acquedottistici.

La piantagione di essenze arboree (a ciclo breve) consente ogni biennio di ottenere una produzione di biomassa utile per un utilizzo energetico da fonte rinnovabile e che consente un interessante recupero dei costi. Questo dovrebbe facilitare il diffondersi, in futuro, di tale soluzione, che offrirebbe agli agricoltori la possibilità di un minimo di ritorno economico, attivando, nel contempo, una diffusa ricarica della falda, con notevole beneficio generale.

L’idea del Consorzio è quella di fare sinergia e ottenere in questo modo di poter finanziare un nuovo impianto di irrigazione a pioggia (quindi con il massimo del possibile risparmio idrico). Si tratta di prolungare l’esistente condotta del diametro di 2000 mm, che alimenta la centrale di Nove e Marostica e che con un successivo stralcio si potrà estendere fino a lambire il territorio di Sandrigo. Proprio grazie alla rete pluvirrigua, usando la cadente naturale senza alcun pompaggio, si potranno realizzare più ambiti come quello sperimentale già attivato, distribuiti nel territorio, in cui riversare in falda le acque, di ottima qualità, derivate dal fiume Brenta.


 

 

 

     
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