INIZIATIVE



Ristrutturazione antiche prese irrigue


A San Lazzaro di Bassano del Grappa sorgevano anticamente 4 rogge irrigue, con prelievo d’acqua dal fiume Brenta: la roggia Morosina, la Dolfina, la Remondina e la Bernarda. Anche la roggia Rosà qui transitava, essendo prelevata presso il ponte vecchio di Bassano.
Il Consorzio ha recentemente ristrutturato le antiche prese della roggia Dolfina, con annesso casello idraulico. La roggia Dolfina risale al 2 Settembre 1602; a tale data la magistratura veneziana dei “Provveditori sopra i Beni Inculti” concesse l’investitura ad un gruppo di nobili proprietari terrieri, per poter irrigare le proprie terre, tra la Podesteria di Cittadella e quella di Castelfranco.
I lavori di restauro si sono svolti nel 2006-2007, realizzati con fondi consortili ed un contributo della Regione Veneto. Ciò ha consentito di salvare manufatti che rischiavano la consunzione o addirittura il crollo (vedasi foto prima e dopo l’intervento); ed ha creato un luogo in riva al Brenta che costituisce

PRIMA DEI LAVORI 
DOPO I LAVORI

un riferimento (primo di questo tipo nel Veneto) per rinnovare la memoria delle infrastrutture di utilizzo delle acque fluviali, che tanta parte hanno avuto nello sviluppo socio-economico del territorio: non a caso si parla di “civiltà delle rogge”. Per intanto il Consorzio ha qui allestito una mostra con alcune mappe storiche. Le sale vengono inoltre utilizzate in occasione di eventi istituzionali e culturali.
Il Consorzio ha poi restaurato anche le antiche prese della roggia Bernarda.
Si suppone che questa roggia sia stata scavata dagli Ezzelini nel '200, originando dal fiume Brenta in un punto non individuato, e che successivamente se ne siano serviti gli abitanti di Cartigliano, utilizzandola sia come forza motrice, sia per irrigare la campagna del paese.
Si sa con certezza che i cartiglianesi il 3 dicembre 1649 furono confermati dai Provveditori sopra i Beni Inculti nel diritto all'uso delle acque della roggia, avendo richiesto “la confermazione del suo uso, et antichissimo possesso della Rosta d'Acqua chiamata il Beccato nel suo principio, et poi la Bernarda de rode tre incirca”.
I lavori di restauro si sono svolti nel 2008-2009, realizzati con fondi consortili ed un contributo della Regione Veneto. Anche in questo caso si sono recuperati manufatti che rischiavano la scomparsa (vedasi foto prima e dopo l’intervento).

PRIMA DEI LAVORI 
DOPO I LAVORI

Durante i lavori si sono rinvenute due targhe di fine Ottocento con i nomi del canale e degli ingegneri (Nussio e Bonaguro) che all’epoca avevano coordinato gli interventi. Consultando l’archivio storico del Consorzio si sono scoperti interessanti particolari dell’epoca, che hanno segnato la storia del territorio. In particolare, Giovanbattista Nussio era l’ingegnere del Consorzio Roggia Dolfina e Matteo Bonaguro era un consigliere dello stesso Consorzio, successivamente divenutone presidente. La presa della roggia Bernarda era stata unificata con quella della roggia Remondina ancora nel 1819, a seguito di una piena del Brenta che aveva messo fuori uso quest’ultima. L’unificazione aveva inizialmente carattere provvisorio, ma nel 1827 fu deciso di renderla definitiva. L’eccezionale piena del 1882 e altre immediatamente successive imposero un radicale restauro, che avvenne nel 1889 nella forma che si è ora rinvenuta. Con la costruzione del canale Medoaco nel 1927 la presa delle rogge Bernarda e Remondina fu dismessa.
A brevissimo si completerà anche il restauro delle antiche prese della roggia Morosina, poco più a monte, potendosi così completare un primo circuito di fruizione del sito.

In questo contesto si sono svolte anche le ricerche storiche sulle antiche rogge, riportate nella pubblicazione “Le antiche porte dell’acqua” edita dal Consorzio, valorizzando così gli archivi disponibili, che potranno in futuro essere resi consultabili.


 

 

     
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